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sabato 4 aprile 2020

ALIMENTAZIONE IN ALLATTAMENTO

   Il latte materno rappresenta il nutrimento ideale per il neonato, tanto che l’allattamento al seno esclusivo è raccomandato dall’OMS per i primi sei mesi di vita e va pertanto incoraggiato. Il latte materno contiene non solo fattori nutrivi: lipidi, grassi, oligosaccaridi (prevalentemente lattosio), ma anche componenti funzionali: cellule immunitarie, ormoni e flora batterica (microbioma), rappresentando un vero e proprio sistema biologico. 
      L’allattamento è comunque una condizione caratterizzata...




da un aumento delle richieste nutrizionali ed energetiche, maggiore rispetto a quelle della gravidanza.   
     Di seguito alcune indicazioni per una corretta e sana alimentazione durante il periodo dell’allattamento, secondo le più aggiornate Linee Guida:

1. Per  quanto concerne l’apporto calorico i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) suggeriscono un incremento di 330 kcal/die per i primi 6 mesi di allattamento esclusivo (Società Italiana di Nutrizione Umana, SINU) (Livello delle Evidenze I, Forza della Raccomandazione A).  In donne francamente obese potrà essere ridotta a 150-200 kcal/die per favorire l’utilizzazione delle scorte di grasso accumulate in gravidanza.    

2. I livelli nutrizionali raccomandati nell’allattamento riguardano naturalmente anche i macronutrienti. Per le proteine, le donne che allattano rappresentano un gruppo particolarmente esposto al rischio di malnutrizione proteica, sia nei riguardi di se stesse che del neonato, in particolare nelle donne magre o malnutrite, nelle quali il fabbisogno proteico potrebbe essere >1.1 g/kg/die, in particolare se le fonti proteiche sono prevalentemente vegetali. Il fabbisogno di proteine dovrebbe fornire circa il 20% dell’energia quotidiana. I LARN raccomandano un’aggiunta di 19 g di proteine/die nei primi 6 mesi e di 13 g di proteine/die nei mesi successivi di allattamento (I A). Una quota prevalente di questo apporto dovrebbe derivare da alimenti con proteine ad alto valore biologico, come ad esempio quelle contenute negli alimenti di origine animale (carni, pesce, uova, latte e derivati). L’introito di lipidi durante l’allattamento può condizionare la crescita del neonato, il suo sviluppo e la sua salute. La Commissione Europea ha sviluppato un progetto che ha formulato la raccomandazione che durante l’allattamento, come in gravidanza, l’introito di lipidi, espresso come percento dell’energia totale della dieta, dovrebbe essere simile a quello della popolazione generale. La quota energetica derivante dai grassi dovrebbe essere compresa pertanto tra il 20-35% dell’energia totale giornaliera. I grassi saturi, di origine animale (burro, panna, strutto, insaccati…), non devono superare il 10% dell’energia totale e poichè è importante mantenere un adeguato apporto di acidi grassi essenziali, che l’organismo umano non è in grado di sintetizzare, la restante quota di lipidi assunti sarà composta da acidi grassi polinsaturi omega-3 (presenti in oli e semi di lino, oli e vegetali in genere, noci, alghe, avocado, foglie verdi, fagioli di soia)  ed omega-6  (presenti in semi e frutta oleosa, oli e margarine vegetali, cereali integrali e legumi, carne, uova e pesce)  e da acidi grassi monoinsaturi. Per quanto riguarda i singoli componenti, livelli più elevati di acido docosoesanoico (DHA, omega 3) potrebbero favorire lo sviluppo del sistema nervoso e la funzione visiva del neonato. Come fonte di DHA, le donne in età fertile dovrebbero consumare 1-2 porzioni di pesce di mare alla settimana, inclusi i pesci cosiddetti “grassi” (sgombro, salmone, anguilla, capitone, aringa), o “semigrassi” (triglia, cefalo, carpa, sardina). Nel caso in cui la puerpera non consumi pesce, dovrebbe assumere giornalmente 100 - 200 mg di DHA (I A). L’apporto di carboidrati dovrebbe essere simile a quello delle donne non allattanti, circa il 50-55% dell’energia complessiva, per l’80-90% rappresentato da carboidrati complessi. Nella scelta degli alimenti è pertanto utile privilegiare cereali integrali per garantire anche un adeguato apporto di fibre (IOM) (I A). Il consumo di carboidrati semplici (mono e disaccaridi), secondo la recente revisione delle Linee Guida WHO, dovrebbe essere limitato al 10% dei carboidrati complessivi. Il consumo di bibite zuccherate e dolci deve essere limitato.

3.  micronutrienti, necessari in piccole quantità nella dieta, sono costituiti da vitamine e minerali e svolgono un ruolo fondamentale in numerose funzioni biologiche. Per quanto riguarda le vitamine, le più comuni carenze vitaminiche nel latte materno sono attribuibili a deficit accumulati nella puerpera di vitamine idrosolubili, quali tiamina (B1), riboflavina (B2), piridossina (B6) e cobalamina (B12). Durante l’allattamento i LARN suggeriscono introiti maggiori di vitamina C, tiamina, riboflavina, niacina, vitamina B6, folati, vitamina B12, (I A). Le concentrazioni delle vitamine liposolubili e della maggior parte dei minerali sono meno influenzate dalle condizioni nutrizionali materne, ad eccezione delle vitamine A ed E.  Un’integrazione di Vitamina A, 400 mcg/die, è raccomandata durante i prime sei mesi di lattazione. Una quantità superiore di Vitamina E, 15 mg di alfa-tocoferolo equivalenti al giorno, è raccomandata per compensare la secrezione di vitamina E nel latte. Calcio e vitamina D sono essenziali per lo sviluppo e il mantenimento dell’omeostasi dell’osso. Il loro introito alimentare abituale è in genere sufficiente, ma può risultare carente, particolarmente in situazioni di maggior fabbisogno, quali gravidanza e allattamento, solamente in aree e/o paesi in cui le loro fonti alimentari sono ridotte. Fonte primaria di calcio e vitamina D è il latte e i suoi derivati. I LARN consigliano un introito giornaliero di 1.000 mg di calcio e di 15 mg di vitamina D come nelle donne non gravide (I A). 

4. Per  i minerali, l’apporto medio giornaliero di iodio è inferiore a quello indicato dall’OMS e dai LARN in tutto il territorio italiano. Nella popolazione generale, la carenza di iodio può essere prevenuta integrando la dieta con quantità adeguate, ad esempio utilizzando sale iodato nell’alimentazione di tutti i giorni. Un grammo di questo sale contiene 20-30 mcg di iodio, pertanto il suo uso continuo e moderato consente di raggiungere l’apporto ottimale. La legge 55 del 21 Marzo 2005 garantisce che nei punti vendita sia presente sale iodato, che deve essere preferenzialmente utilizzato durante la gestazione in sostituzione del comune sale da cucina. I LARN raccomandano un’assunzione giornaliera di 290 μg/die durante l’allattamento (I A). Lo zinco è essenziale per un normale sviluppo del feto e del neonato. I LARN consigliano in allattamento un’assunzione di zinco 13 mg/die (I A). Per quanto concerne il ferro, i LARN consigliano un assunzione di 11 mg di ferro/die (I A).

5. Bere almeno 2 litri di acqua al giorno. Tuttavia un aumento nell’introduzione di acqua non corrisponde a un aumento del volume del latte prodotto, mentre, per mantenere un normale bilancio idrico materno, è necessario un aumento dell’assunzione di liquidi, in rapporto alla quantità di latte prodotto al giorno (circa 700 ml/die). La dieta dovrà prevedere inoltre un apporto di fibre di circa 30 grammi al giorno come per le donne in età fertile, consigliando il consumo di alimenti naturalmente ricchi di fibra alimentare, come cereali integrali, legumi, frutta e ortaggi, che aumentano l’apporto non solo di fibre ma anche di vitamine e oligoelementi.

6. Evitare il consumo di alcool, in quanto inibisce la montata lattea e provoca nel bambino sedazione, ipoglicemia, vomito e diarrea. Ridurre il consumo di caffeina: caffè, tè e bevande a base di cola potrebbero causare nel neonato irritabilità e insonnia. Preferire, nel caso, prodotti decaffeinati o deteinati.

I sintesi, si consiglia di assumere spesso porzioni di frutta e verdura di stagione, frutta secca (noci e mandorle), pesce azzurro (ricco di Omega 3), legumi, latte, yogurt, cereali integrali e olio extravergine di oliva.  Una dieta varia, ricca di alimenti naturali e di un’ampia scelta di frutta e verdura, costituisce un grande beneficio per il bambino e per la madre.


Bibliografia

1. “Nutrizione in Gravidanza e durante l’allattamento”, realizzato dalla Fondazione Confalonieri Ragonese su mandato SIGO, AOGOI, AGUI: giugno 2018; 
2. “Alimentazione in gravidanza, Raccomandazioni”, SID, AMD, ADI.
3. SINU. (Società Italiana di Nutrizione Umana). LARN-Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana. Revisione 2012. http://www.sinu.it/documenti/ 2012; 1016_LARN_bologna_sintesi_prefinale.pdf.
4. LARN-Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana-IV Revisione. SICS Editore, Milano 2014.
5. EFSA. Scientific Opinion on Dietary Reference Values for energy. EFSA Journal 2013;11(1):005.
6. IOM. Institute of Medicine, Food and nutrition Board. Dietary Reference Intakes for energy, carbohydrate, fiber, fat, fatty acids, cholesterol, protein and amino acids. Washington DC: National Academy Press. 2005. 
7. WHO Guidelines: sugar intake for adults and children. 2015. ISBN 978 92 4 154902 8.
8. “Alimentazione in gravidanza”, Gruppo Ospedaliero San Donato Foundation: luglio 2015. http://www.progetto-eat.it 
9. http://www.snlg-iss.it/cms/files/LG_Gravidanza.pdf
10. http://lineeguida.dsnetwork.it/

                                                                                              dott. Nicola M. Vitola







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