AdSense

martedì 29 ottobre 2019

ALIMENTAZIONE ED INFERTILITA'

      L’infertilità, definita secondo le linee guida dell’OMS come una malattia del sistema riproduttivo, è caratterizzata dalla incapacità di ottenere una gravidanza clinica dopo almeno 12 mesi di rapporti sessuali non protetti e riguarda in Italia circa il 15% delle coppie. Le cause dell’infertilità sono numerose e di diversa natura. La letteratura medica sottolinea ...



sempre di più il ruolo di fattori psico-sociali dovuti a fenomeni complessi come lo stile di vita, l’alimentazione non corretta, la ricerca del primo figlio in età tardiva, l’uso di droghe, l’abuso di alcool, il fumo, le condizioni lavorative, l’inquinamento. Per alcune di esse, le più diffuse, si può intervenire con diagnosi tempestive, cure farmacologiche e terapie adeguate, ma anche, e soprattutto, con la prevenzione e l’informazione, per altre è necessario ricorrere alla procreazione medicalmente assistita.
   Di seguito alcune indicazioni per un’alimentazione equilibrata, capace di fornire un corretto apporto energetico e nutrizionale, in grado di correggere eventuali squilibri responsabili dell’infertilità.
1. La recente letteratura scientifica ha messo in evidenza come i soggetti con Indice di Massa Corporea (BMI) troppo elevato o troppo ridotto siano significativamente meno capaci di riprodursi rispetto ai coetanei in normopeso. Nello specifico, l’obesità è uno dei principali fattori modificabili capaci di influenzare la fertilità.  L’aumento del peso determina nella donna alterazioni del ciclo mestruale, aumento del rischio di aborti e di complicanze di natura ginecologica, così come nell’uomo favorisce l’infertilità, riducendo la concentrazione dello sperma. Nelle donne sottopeso invece si può osservare una difficoltà nell’ovulazione e di conseguenza nel concepimento, per una carenza estrogenica.  È indispensabile pertanto regolare l’apporto calorico in base alle variazioni del proprio Indice di Massa Corporeo (BMI).  Il BMI si calcola rapportando il peso con l’altezza: peso in Kg/altezza in metri al quadrato. In un soggetto normopeso, questo indice dà un risultato tra 18,5 e 25. Se il BMI è inferiore a 18,5 si parla di sottopeso, se è superiore a 25 si parla di sovrappeso, se superiore a 30 di obesità. Sarebbe pertanto opportuno avere un peso che rientri nel range di normopeso, associando alla dieta una moderata e regolare attività fisica aerobica. Diventa di conseguenza indispensabile rivolgersi ad un nutrizionista di propria fiducia per ottenere una dieta personalizzata in base alle proprie esigenze, utile nel controllare le variazioni in eccesso o in difetto del proprio peso, incrementando così le possibilità di concepimento.
2. Per quanto riguarda i macronutrienti, il fabbisogno di proteine dovrebbe fornire circa il 20% dell’energia quotidiana. Una quota prevalente di questo apporto dovrebbe derivare da alimenti con proteine ad alto valore biologico, come ad esempio quelle contenute negli alimenti di origine animale (carni, pesce, uova, latte e derivati).  I carboidrati rappresentano la principale fonte di energia nella popolazione generale, con un apporto pari al 45-60% dell’energia totale giornaliera.  Nella scelta degli alimenti è utile privilegiare cereali integrali per garantire anche un adeguato apporto di fibre. Il consumo di carboidrati semplici (mono e disaccaridi), secondo la recente revisione delle Linee Guida WHO, dovrebbe essere limitato al 10% dei carboidrati complessivi e deve essere correlato anche e soprattutto all’attività fisica svolta. Il consumo di bibite zuccherate e dolci deve essere limitato. La qualità dei lipidi assunti con la dieta è fondamentale. La quota energetica derivante dai grassi dovrebbe essere compresa tra il 20-35% dell’energia totale giornaliera. I grassi saturi, di origine animale (burro, panna, strutto, insaccati…), non devono superare il 10% dell’energia totale e poiché è importante mantenere un adeguato apporto di acidi grassi essenziali, che l’organismo umano non è in grado di sintetizzare, la restante quota di lipidi assunti sarà composta da acidi grassi polinsaturi omega-3 (presenti in oli e semi di lino, oli e vegetali in genere, noci, alghe, avocado, foglie verdi, fagioli di soia)  ed omega-6  (presenti in semi e frutta oleosa, oli e margarine vegetali, cereali integrali e legumi, carne, uova e pesce)  e da acidi grassi monoinsaturi.
3. I micronutrienti, necessari in piccole quantità nella dieta, sono costituiti da vitamine e minerali e svolgono un ruolo fondamentale in numerose funzioni biologiche. Se la donna segue un’alimentazione varia, consumando alimenti quali frutta, verdura, legumi e latte, tutti i fabbisogni di vitamine sono garantiti e perciò non necessita di particolari raccomandazioni e neppure di supplementazione vitaminica. Le Linee Guida nazionali e internazionali consigliano comunque in ogni caso l’assunzione di 400 μg/die di acido folico almeno trenta giorni prima del concepimento e fino ad almeno tre mesi di gestazione, efficace per la prevenzione della spina bifida e dell’anencefalia.   La supplementazione con vitamina D in Italia non sembra essere necessaria in tutte le donne e può essere consigliata, dopo una valutazione caso per caso, solo nelle donne a rischio di ipovitaminosi per questioni ambientali o carenze alimentari.
4. Come per le vitamine, anche per i minerali una corretta alimentazione con cibi derivanti da tutti i gruppi alimentari permette di coprire i fabbisogni nutrizionali in generale.  Nello specifico, per quanto riguarda il calcio, la sua supplementazione a basso dosaggio non è raccomandata nelle donne normocalcemiche.  La somministrazione di ferro per via orale è il trattamento di prima scelta in caso di anemia sideropenica. L’apporto medio giornaliero di iodio è inferiore a quello indicato dall’OMS e dai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) in tutto il territorio italiano. Nella popolazione generale, la carenza di iodio può essere prevenuta integrando la dieta con quantità adeguate, ad esempio utilizzando sale iodato nell’alimentazione di tutti i giorni. Un grammo di questo sale contiene 20-30 mcg di iodio, pertanto il suo uso continuo e moderato consente di raggiungere l’apporto ottimale. La legge 55 del 21 Marzo 2005 garantisce che nei punti vendita sia presente sale iodato, che deve essere preferenzialmente utilizzato durante la gestazione in sostituzione del comune sale da cucina.
5. La dieta equilibrata dovrà prevedere un apporto di fibre di circa 30 grammi al giorno. Deve pertanto essere consigliato il consumo di alimenti naturalmente ricchi di fibra alimentare come cereali integrali, legumi, frutta e ortaggi, che aumentano l’apporto non solo di fibre ma anche di vitamine e oligoelementi.  Bere frequentemente durante la giornata almeno 2 l di acqua, incrementando la quantità in caso di elevata sudorazione.
6. Per chi desideri una gravidanza, evitare l’assunzione di alcol, considerando che non ci sono evidenze su quali siano i livelli di consumo alcolico effettivamente sicuri in epoca prenatale. Evitare anche la caffeina, ricordando come l'uso elevato di quest’ultima è stato associato a una ridotta fertilità naturale, mentre già per un uso minore si verifica una ridotta maturazione di ovociti e tassi di gravidanza più bassi nei pazienti con fecondazione in vitro. È utile anche tenere presente che oltre nel caffè, la caffeina è presente anche nel the, nelle bibite tipo cola e altre bevande, nel cioccolato. Smettere di fumare, evitando anche l’esposizione al fumo passivo, dannoso per la fertilità di entrambi i sessi. Divieto assoluto di sostanze stupefacenti.

   Un dieta ricca dei principi nutritivi, come sopra riportati, vuole essere d’aiuto a tutte quelle coppie che desiderano generare un figlio, potenziando le capacità di concepimento anche per chi intende sottoporsi a una tecnica di fecondazione assistita, oltre che per tutti quegli uomini e quelle donne che desiderano mantenere ottimale la propria fertilità.

Bibliografia
1. “Nutrizione in Gravidanza e durante l’allattamento”, realizzato dalla Fondazione Confalonieri Ragonese su mandato SIGO, AOGOI, AGUI: giugno 2018;
2. “Alimentazione in gravidanza, Raccomandazioni”, SID, AMD, ADI.
3. SINU. (Società Italiana di Nutrizione Umana). LARN-Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana. Revisione 2012. http://www.sinu.it/documenti/ 2012; 1016_LARN_bologna_sintesi_prefinale.pdf.
4. LARN-Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana-IV Revisione. SICS Editore, Milano 2014.
5. EFSA. Scientific Opinion on Dietary Reference Values for energy. EFSA Journal 2013;11(1):005.
6. IOM. Institute of Medicine, Food and nutrition Board. Dietary Reference Intakes for energy, carbohydrate, fiber, fat, fatty acids, cholesterol, protein and amino acids. Washington DC: National Academy Press. 2005.
7. WHO Guidelines: sugar intake for adults and children. 2015. ISBN 978 92 4 154902 8.
8. http://www.snlg-iss.it/cms/files/LG_Gravidanza.pdf
9. http://lineeguida.dsnetwork.it/

                                                                                                            Dott. Nicola M. Vitola

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...