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martedì 3 settembre 2019

INTOSSICAZIONI DA FUNGHI, COSA SAPERE

   Settembre, ottobre e novembre sono i mesi caratterizzati dal maggior consumo di funghi. Purtroppo, in alcuni casi, possono verificarsi quadri di intossicazioni acute, che vanno dalla meno grave sindrome gastroenteritica alla mortale sindrome falloidea, con insufficienza epatica acuta. 
   E’ opportuno ...




comunque recarsi in ospedale, per i necessari accertamenti, preparandosi anche a rispondere alle specifiche domande dei sanitari, predisposte per meglio orientarsi nella diagnosi.

    Ecco allora il decalogo da conoscere:
1) Dove sono stati consumati i funghi? Al ristorante o a mensa i funghi sono controllati e quindi generalmente commestibili, mentre a casa i funghi sono solitamente non controllati e quindi potenzialmente non commestibili o tossici;
2) Quale la loro provenienza? I funghi raccolti, regalati o comperati da un ambulante sono non controllati e potenzialmente tossici, mentre quelli acquistati al mercato, al negozio, al supermercato sono abitualmente controllati e commestibili;
3) Che tipo di funghi sono stati ingeriti?  In genere il paziente non è in grado di riferire la specie ingerita né le caratteristiche del fungo;
4) Come sono stati consumati? Importante anche riferire se i funghi sono stati consumati cotti, crudi, sbollentati, singoli o a pezzetti. Alcuni funghi posseggono micotossine termolabili, distrutte con la cottura e pertanto risultano tossici solo se ingeriti crudi.  Altri contengono tossine idrosolubili in acqua, che possono essere eliminate sbollentandoli e gettando l’acqua della cottura;
5) Erano presenti altri commensali? e di essi chi ha accusato disturbi? Opportuna indagine per poter trattare eventuali altri commensali;
6) Sono stati presentati analoghi episodi nel passato? Ad esempio in contemporanea assunzione di alcol o per franche forme di allergia/intolleranza;
7) È possibile recuperare residui del pasto? Per permetterne il riconoscimento micologico;
8) Latenza di comparsa dei sintomi dall’ultimo pasto? Molto utile per differenziare le sindromi funzionali a breve latenza, inferiore alle 4 - 6 ore, dalle ben più gravi sindromi citotossiche, a lunga latenza, superiore alle 4 - 6 ore;
9) Ci sono stati pasti multipli con assunzione di funghi?  L’indagine anamnestica non deve essere mai limitata all’ultimo pasto, ma deve anche verificare l’eventuale assunzione di funghi nei giorni precedenti, al fine di valutare in modo preciso il tempo di latenza;
10) Quali sintomi sono stati presentati? Indagine utile per identificare la sindrome clinica.

   E’ anche necessario precisare che non dovrebbero mangiare funghi persone con disturbi epatici o gastrointestinali, persone defedate, anziani, bambini, donne in gravidanza, persone con forme riconosciute di intolleranza.

   Un’ultima raccomandazione: non improvvisarsi mai raccoglitori di funghi e diffidare dei funghi offerti dai cosiddetti “esperti della Domenica”.

dott. Nicola M. Vitola




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